Notizie Sport

Rapporto FIFA: la Francia è stata la nazionale più colpita da insulti omofobi online durante i Mondiali 2026

Nazionale di calcio della Francia. Foto: [Kirill Venediktov / Wikimedia Commons](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:France_national_football_team_2018.jpg) (CC BY-SA 3.0)
Nazionale di calcio della Francia. Foto: [Kirill Venediktov / Wikimedia Commons](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:France_national_football_team_2018.jpg) (CC BY-SA 3.0)

Nell’ottobre 2026, la Federazione Internazionale di Calcio (FIFA) ha pubblicato il rapporto conclusivo del proprio Servizio di protezione sui social media (SMPS) relativo ai Mondiali maschili del 2026 disputati in Stati Uniti, Canada e Messico. Secondo il documento, i calciatori della nazionale francese hanno subito il volume più elevato di insulti omofobi mirati online tra tutte le squadre del torneo.

Come riferisce la testata britannica PinkNews citando i dati ufficiali della FIFA, il programma SMPS, condotto in collaborazione con la società di analisi Signify Group, ha monitorato oltre 17,1 milioni di post e commenti su X (ex Twitter), Instagram, Facebook e TikTok tra il 9 giugno e il 20 luglio. Gli algoritmi di intelligenza artificiale hanno segnalato 477.217 messaggi sospetti per una verifica manuale, e gli analisti hanno confermato il carattere d’odio o discriminatorio di 240.676 messaggi rivolti a 812 giocatori, commissari tecnici e ufficiali di gara. Il dato segna un incremento di undici volte rispetto ai Mondiali del 2022 in Qatar.

Nel complesso dei comportamenti tossici convalidati, il 43% ha riguardato ingiurie generiche e volgarità non collegate a categorie protette. Tuttavia, esaminando l’odio mirato, l’omofobia ha costituito il 7% degli abusi (e il 4% di tutti i contenuti ostili rilevati), preceduta solo da razzismo (20%), accuse di corruzione arbitrale (15%), minacce di violenza (14%) e xenofobia (12%). La Francia si è piazzata in testa alla graduatoria degli insulti individuali per squadra con oltre 18.000 casi accertati. Razzismo e ingiurie generiche hanno pesato ciascuno per il 33% degli attacchi verso i calciatori transalpini, mentre la Francia è risultata la nazionale con il maggior numero complessivo di commenti omofobi tra tutte le 48 selezioni. Inoltre, un singolo calciatore non identificato ha ricevuto da solo più di 10.000 messaggi ingiuriosi, diventando il principale bersaglio di omofobia, sessismo e transfobia, oltre che di offese razziste (40%).

Sede della Federazione Internazionale di Calcio (FIFA) a Zurigo, Svizzera. Foto: Albinfo / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Nel quadro della moderazione preventiva sui canali ufficiali della FIFA e delle federazioni, il sistema ha analizzato 60,7 milioni di commenti, nascondendone 9,2 milioni (il 15%) prima della diffusione pubblica. Tra i commenti tossici rimossi, il 7,8% è stato classificato come omofobo. Al termine della manifestazione, gli esperti hanno segnalato 786 profili alle forze dell’ordine e hanno portato a termine 87 indagini approfondite, identificando formalmente decine di autori per l’avvio di procedimenti legali. Il presidente della FIFA Gianni Infantino ha ribadito che la violenza in rete reca grave pregiudizio alla salute mentale e all’equilibrio emotivo degli atleti e delle loro famiglie, rammentando che l’articolo 4 dello Statuto FIFA proibisce categoricamente ogni forma di discriminazione legata all’orientamento sessuale.

Il Servizio di protezione sui social media (Social Media Protection Service, SMPS) è stato introdotto dalla FIFA e dal sindacato mondiale dei calciatori FIFPRO in occasione dei Mondiali del 2022 per tutelare i partecipanti dagli abusi online. La piattaforma impiega lo strumento di machine learning Threat Matrix per oscurare in tempo reale i commenti aggressivi e raccogliere elementi probatori. Durante i Mondiali femminili del 2023 in Australia e Nuova Zelanda, l’SMPS aveva rilevato che le manifestazioni omofobe superavano il 20% di tutte le discriminazioni accertate, colpendo soprattutto le nazionali di Stati Uniti e Argentina.

In precedenza, «Uránia» ha raccontato le controversie sui temi LGBT ai Mondiali del 2026 in Nord America, tra cui la richiesta dell’Iran di bandire i simboli arcobaleno negli stadi e le tensioni legate alla partita di Seattle tra Iran ed Egitto dedicata ai diritti civili.

Materiali correlati

Ultime notizie

La testata sudafricana LGBT MambaOnline inaugura a Constitution Hill una mostra per i suoi 25 anni Donald Trump scherza sull'aspetto della cestista Sophie Cunningham durante un discorso sulle atlete trans La deputata turca Sevilay Çelenk visita gli attivisti LGBT detenuti nel carcere di Sincan