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Sudafrica: il summit economico PLUS chiede parità di accesso ad appalti e credito per le imprese LGBTQ+

Partecipanti al vertice aziendale PLUS a Sandton (Sudafrica). Foto: MambaOnline / PLUS Business Network
Partecipanti al vertice aziendale PLUS a Sandton (Sudafrica). Foto: MambaOnline / PLUS Business Network

Nell’ottobre 2026, a Sandton, polo economico e finanziario dell’area metropolitana di Johannesburg in Sudafrica, si è tenuto il vertice economico annuale PLUS Business Summit. I relatori e i partecipanti hanno invitato grandi aziende private e imprese pubbliche a garantire agli imprenditori e professionisti LGBTQ+ un equo accesso alle catene di fornitura, ai contratti di appalto e agli strumenti di finanziamento, sottolineando che le politiche di inclusione non possono esaurirsi nelle dichiarazioni interne di diversità del personale.

Secondo quanto riportato dalla testata sudafricana MambaOnline, la conferenza si è svolta all’insegna dello slogan «Connect, Create and Close» presso la sede del gruppo assicurativo e finanziario Discovery, nell’ambito delle manifestazioni del Mese del Pride in Sudafrica. L’iniziativa ha riunito fondatori di piccole e medie imprese, responsabili degli acquisti di grandi gruppi industriali ed enti istituzionali, tra cui la società di gestione aeroportuale statale Airports Company South Africa (ACSA), l’istituto bancario Standard Chartered, il Consiglio per la trasformazione del turismo del Sudafrica (TTCSA) e il Fondo nazionale di potenziamento economico (NEF).

Dean Ebden, amministratore delegato della rete imprenditoriale PLUS Business Network, ha sottolineato che il processo di trasformazione economica del Paese non potrà dirsi compiuto finché non verrà pienamente valorizzato il ruolo degli imprenditori queer nella creazione di posti di lavoro stabili e nell’innovazione. Nella tavola rotonda incentrata sulle opportunità commerciali, la responsabile degli approvvigionamenti di ACSA, Vhudzisani Maringa, ha evidenziato come le procedure di acquisto debbano fungere da motore di progresso sociale, precisando che alle realtà emergenti non mancano professionalità o talento, bensì la reale apertura delle gare d’appalto. Kristen Landsberg di TTCSA ha rimarcato che l’efficacia delle misure inclusive si valuta attraverso contratti siglati, ricavi aziendali e crescita dell’occupazione.

Il programma ha compreso inoltre un’area espositiva e sessioni di speed networking di dieci minuti volte a far dialogare direttamente piccoli fornitori e uffici acquisti aziendali. Tra i casi imprenditoriali presentati è emersa l’esperienza di Kay Williams, fondatrice della rete di saloni Kreme Beauty Lounge, partita da un singolo negozio e giunta ad amministrare tredici filiali nelle province del Gauteng e del Capo Occidentale.

La PLUS Business Network è un’organizzazione economica sudafricana impegnata a promuovere lo sviluppo e la visibilità delle imprese guidate da persone LGBTQ+, favorendo la collaborazione commerciale con il tessuto industriale e agevolando l’accesso ai capitali di rischio e al credito. Sebbene la Costituzione del Sudafrica del 1996 sia stata la prima al mondo a vietare la discriminazione basata sull’orientamento sessuale, le piccole imprese continuano a scontrarsi con ostacoli burocratici e disparità di accesso ai finanziamenti bancari.

In precedenza, «Uránia» ha documentato il ventesimo anniversario del Soweto Pride nei pressi di Johannesburg, riferito di una sentenza giudiziaria sudafricana su discriminazioni commerciali e presentato dati sociologici sulla condizione delle persone LGBT in Sudafrica.

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