Il senatore statunitense Ted Cruz attribuisce i sondaggi serrati alle «streghe transgender di sinistra» mobilitate contro Trump

Il 17 ottobre 2026, il senatore repubblicano del Texas Ted Cruz ha dichiarato all’emittente Fox News che i margini ridottissimi emersi dai sondaggi per le imminenti elezioni di metà mandato negli Stati Uniti dipendono dall’elevata partecipazione dell’elettorato di opposizione, sostenendo che le «streghe transgender di sinistra odiano Donald Trump» e sono cariche per andare a votare. Durante una tappa elettorale a Fairbanks, in Alaska, a sostegno del senatore repubblicano uscente Dan Sullivan, Cruz ha contrapposto questo gruppo agli «americani comuni e dotati di buon senso», sollecitando la base conservatrice alla massima affluenza.
Secondo quanto riportato dalla testata britannica PinkNews, la conduttrice di Fox News Aishah Hasnie ha chiesto a Cruz come spiegare i numerosi testa a testa evidenziati dalle rilevazioni demoscopiche, compreso quello in Alaska tra Sullivan e la sfidante democratica Mary Peltola. Il senatore ha spiegato che il controllo del Senato federale si deciderà in otto-dieci Stati chiave: i repubblicani potrebbero rafforzare la maggioranza salendo a 57 seggi oppure perderla scendendo a 45. Ha quindi ricondotto questa incertezza alla consueta dinamica delle elezioni di metà mandato, in cui gli elettori del partito escluso dalla Casa Bianca tendono a mobilitarsi con particolare animosità.
«Nelle elezioni di midterm, il partito che non è al governo è solitamente molto arrabbiato. E in questo momento, se sei una strega transgender di sinistra, odi Donald Trump e verrai sicuramente a votare, hai l’energia per farlo. La vera domanda è: verranno tutti gli altri? Verranno i conservatori? I libertari? Verranno i cittadini di buon senso che non sono pazzi e non pensano che il comunismo e l’islamismo siano una buona idea? Se la gente comune andrà alle urne, Dan Sullivan sarà rieletto in Alaska e noi vinceremo in tutto il Paese», ha affermato Cruz.
L’uscita del parlamentare texano ha scatenato accese polemiche sui social network e da parte delle organizzazioni per i diritti civili. I critici hanno contestato l’uso di toni divisivi e offensivi verso le persone trans — che rappresentano meno dell’uno per cento della popolazione statunitense —, accusando i repubblicani di sfruttare le battaglie identitarie per eludere il dibattito sui problemi economici concreti, dall’inflazione al debito pubblico. Al contrario, gli analisti vicini al fronte conservatore hanno descritto la dichiarazione come un’iperbole politica volta a motivare gli elettori moderati e di destra in una fase elettorale estremamente incerta.
Ted Cruz siede al Senato degli Stati Uniti per il Texas dal 2013 ed è una delle personalità di maggior rilievo dell’ala conservatrice repubblicana. Già candidato alle primarie presidenziali del 2016, ha costantemente sostenuto posizioni tradizionaliste a livello legislativo, promuovendo limiti alle transizioni mediche per i minori e il divieto di partecipazione per le donne transgender nelle categorie sportive femminili.
La controversia sui diritti delle persone transgender si conferma tra i nodi più divisivi del dibattito politico in vista del voto federale di novembre 2026. In precedenza, «Uránia» ha documentato questo scontro nella copertura della corsa al Senato in Texas e del comizio del vicepresidente USA JD Vance a Tyler.


